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TORTA CATALOGNA E STRACCHINO

 

Questa è la mia proposta per il pic-nic contest 2017 organizzato da Caseificio Tomasoni e Serena Comunicazione.
Se volete sapere cosa hanno combinato 11 blogger andare a leggere qui , tutto si è svolto in una bellissima location alle porte di Treviso.
Mentre se avete voglia di preparare qualcosa di gustoso e saporito, non vi resta che leggere la ricetta. 


ingredienti per 8 persone

600 grammi di catalogna
300 grammi di farina 00
160 grammi di burro
150 grammi di stracchino “Crema del Piave” Tomasoni
3 uova medie (oppure 2 grandi)
95 ml di acqua tiepida
grana grattugiato
sale
pepe

preparazione

Sciogliete il sale in 15 ml di acqua tiepida.
Lavorate la farina con 130 grammi di burro, poi aggiungete 80 ml di acqua tiepida e la rimanente acqua con il sale.
Lavorate fino ad avere un impasto liscio e omogeneo; fate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela riposare in frigorifero per circa 60 minuti.
Nel frattempo preparate la catalogna, eliminando la parte più dura dei gambi,tagliatela a pezzetti,quindi scottatela in acqua bollente,salata,per 5 minuti.
Scolatela e saltatela in una padella antiaderente con una noce di burro per qualche minuto a fuoco vivo,poi cospargete la catalogna con il grana grattugiato.
In una ciotola sbattete le uova.

Stendete la pasta brisée e foderate lo stampo, precedentemente imburrato e rivestito con la carta forno.
Distribuite sulla base della pasta un po’ di verdura cotta,metà delle uova sbattute,lo stracchino a pezzetti, ancora una parte di verdura, fino a completare con le uova sbattute.
Infornate in forno già caldo a 190°C. per 50 minuti.
Sfornate e fate riposare per almeno 10 minuti prima di servire.

 

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STORIE DI FORMAGGI,BIODIVERSITA’ E UN GRUPPO DI BLOGGER

Bellissimo pomeriggio ieri 28 settembre.
Ritrovo alle 13.50, davanti ai cancelli del Caseificio Tomasoni di Breda di Piave,dove nel lontano 1955  Primo Tomasoni, casaro di origini bresciane, rilevò un’antica fattoria nella campagna trevigiana e creò la prima sede del caseificio.
Iniziò producendo formaggi freschi e stracchino, che rivendeva di sera, quando in sella alla sua lambretta, li consegnava a negozi e grossisti della zona.
Oggi al Caseificio Tomasoni lavorano più di 50 dipendenti, che quotidianamente  trasformano circa 400 quintali di latte ,vaccino,di capra e di bufala, proveniente da una trentina di stalle trevigiane, selezionate in un raggio di circa 30-40 km.
La filiera è meticolosa partendo dalla selezione degli allevamenti,al controllo periodico dello stato di salute e la corretta alimentazione del bestiame,per arrivare al confezionamento a mano dei  formaggi , uno ad uno, nel rispetto del protocollo igienico-sanitario per garantire la freschezza e la bontà sulla tavola del consumatore finale. 
Sono circa 40 i tipi di formaggi prodotti dal Caseificio Tomasoni e  tra questi anche alcuni formaggi Dop.

Potevamo non essere puntuali ?
Il gruppo formato da ben 12  11 food blogger tutte automunite di macchina fotografica e telefonini di ultimissima generazione, a parte il mio, …ma non solo.

Eravamo tutte biciclettamunite.
Vi chiederete… automunite di reflex, tutte a cavallo della propria bicicletta, ma il perché?
Grazie a Serena Comunicazione di Treviso e al Caseificio Tomasoni  che hanno organizzato un “pic-nic contest”  tra amiche per scoprire la ricchezza del territorio del Piave e le eccellenze della produzione casearia del trevigiano.
Ognuna di noi doveva preparare una ricetta adatta a una colazione sull’erba, facilmente trasportabile utilizzando i formaggi del Caseificio Tomasoni.

Delle blogger automunite di reflex,tutte a cavallo della propria con un carico eccezionale di bontà…ma dove stavano andando?

Mulino della Locanda Rosa Rosae

Eccoci, dopo quasi 4 km di pedalata arriviamo alla Locanda Rosa Rosae, un antico mulino risalente alla metà dell’ XVI secolo,immerso nel verde, ora ristrutturato, che ha mantenuto  intatta l’armonia e l’originalità del passato.
Una location romantica tra mattoni a vista, pavimenti e travi originali,tavoli a volontà da far morire di invidia qualsiasi foodblogger.

Qui ad aspettarci assieme a Eva Tomasoni  c’era  il Prof. Mario Innocente, delegato Onaf di Treviso, che ci ha guidato nella degustazione della Crema del Piave, dello Stracchino con latte di bufala, la Casatella Trevigiana D.O.P., la  Robiola, la Caciotta di capra e per chiudere il Formaggio San Saverio Bio, un formaggio a pasta dura stagionato 5 mesi.
Mentre Eva Tomasoni, nipote del fondatore,ha spiegato la storia dei formaggi del Piave, la storia del caseificio Tomasoni, la passione nel trasformare il latte in oltre 40 tipi di formaggi tra cui tra cui il famoso Crema del Piave,ingrediente della mia ricetta e la fantastica Casatella Trevigiana Dop, formaggio della tradizione veneta che ha ottenuto la Dop nel 2008.


il Prof. Mario Innocente delegato Onaf e la Sig.ra Paola Tomasoni

il Prof. Mario Innocente delegato Onaf e la Sig.ra Eva Tomasoni


Terminata la degustazione guidata, è arrivato il nostro momento.
Ogni blogger con il proprio cestino ha gareggiato con una ricetta originale preparata con i formaggi Tomasoni.
Vincitrice del  picnic contest 2017  è Daniela Boscariolo, del blog Timo e Lenticchie, che ha sfornato una torta salata con pasta brisèe di farina di grano Timilia con funghi finferle, zucca e formaggi.


Per chiudere un bellissimo pomeriggio all’aria aperta non poteva mancare una passeggiata con Prof. Silvano Rodato, docente universitario di alimentazione e territorio.

Una passeggiata alla scoperta delle erbe spontanee, per capire come riconoscerle, il loro territorio ed infine il loro utilizzo in cucina e non solo.
Ognuna di noi ha preparato il proprio erbario, con la classificazione delle piante.

Ringraziamenti

Un grazie alla famiglia Tomasoni per aver organizzato assieme a Serena Comunicazione queste pomeriggio tra amiche.
Al Prof. Mario Innocente,delegato  Onaf Treviso, per averci guidato nella degustazione dei prodotti caseari.
Al Prof. Silvano Rodato per la raccolta delle erbe spontanee e il loro utilizzo in cucina, con la realizzazione dell’ erbario.
Un grazie a tutte le amiche per aver trascorso un pomeriggio degustando ogni ben di Dio.

 

TORTA ALLE VERDURE E STRACCHINO
ingredienti per 8 persone

600 grammi di catalogna
300 grammi di farina 00
160 grammi di burro
150 grammi di stracchino “Crema del Piave” Tomasoni
3 uova medie
95 ml di acqua tiepida
grana grattugiato
sale
pepe

preparazione

Sciogliete il sale in 15 ml di acqua tiepida.
Lavorate la farina con 130 grammi di burro, poi aggiungete 80 ml di acqua tiepida e la rimanente acqua con il sale.
Lavorate fino ad avere un impasto liscio e omogeneo; fate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela riposare in frigorifero per circa 60 minuti.
Nel frattempo preparate la catalogna, eliminando la parte più dura dei gambi,tagliatela a pezzetti,quindi scottatela in acqua bollente,salata,per 5 minuti.
Scolatela e saltatela in una padella antiaderente con una noce di burro per qualche minuto a fuoco vivo,poi cospargete la catalogna con il grana grattugiato.
In una ciotola sbattete le uova.

Stendete la pasta brisée e foderate lo stampo, precedentemente imburrato e rivestito con la carta forno.
Distribuite sulla base della pasta un po’ di verdura cotta,metà delle uova sbattute,lo stracchino a pezzetti, ancora una parte di verdura, fino a completare con le uova sbattute.
Infornate in forno già caldo a 190°C. per 50 minuti.
Sfornate e fate riposare per almeno 10 minuti prima di servire.

 

 

antipasti/ contorni/ piatti unici/ secondi piatti di pesce

NON SOLO SARDE IN SAOR

“Cibo di marinai e scorta di terraferma”
Giuseppe Maffioli

Ma lo sapete che giorno è oggi?
E’ il 26 maggio.
Sapete che cosa vuol celebrare il Calendario del cibo italiano ?
La giornata del carpione,del saor,della scapece  qui.

IL SAOR

Era un particolare  tecnica per la conservazione del pesce pescato in laguna a bordo delle navi, usata dai  pescatori veneziani .
Sarde freschissime, cipolle,zucchero e aceto di vino bianco e il tempo,solamente più tardi si aggiungono i pinoli e l’uvetta.
L’uso dell’ uvetta e dei pinoli è facoltativo, mentre un tempo erano d’obbligo le spezie, quali, coriandolo,cannella,pepe e garofano. 

Il tempo?
Si perchè il “saor” non è una preparazione per il consumo immediato,lasciandolo riposare,almeno 24 ore, il “saor” acquista “saor”.
Persino Carlo Goldoni ne parla in una sua opera in dialetto veneziano

“Grillo, sentì, fio mio, tolè la sporteletta;
Voggio che andè da bravo a farme una spesetta.
In pescaria ghe xe del pesce in quantità;
M’ha dito siora Catte, che i lo dà a bon marcà.
Un poche de sardelle vorria mandar a tor,
Per cusinarle subito, e metterle in saor.”
(Carlo Goldoni, da “Le donne de casa soa”)

 

La terza domenica di luglio a Venezia c’è la grande festa del Redentore, i veneziani preparano in questo modo le sarde.
Oggi non solo le sarde vengono “conservate” con questo antico metodo di conservazione dei pescatori, anche la zucca, le zucchine, e persino il pollo.

 

ingredienti
600 grammi di sardine fresche
1,2 kgrammi cipolle bianche
1 cucchiaio di zucchero
aceto di vino bianco q.b.
50 grammi di uvetta sultanina
50 grammi di pinoli
alloro
olio di oliva extravergine
sale
pepe.

 

preparazione delle sarde

 
Squamate le sarde,eliminate le interiora,le pinne e la testa ; lavatele per bene ed asciugatele quindi infarinatele e friggetele in abbondante olio bollente.
Quando saranno rosolate da entrambi i lati levatele dalla padella e mettetele ad asciugare su un foglio di carta assorbente.

 

preparazione del “saor”

 
Come proporzione indicativamente tenete presente che il peso della cipolla dovrebbe essere più o meno la metà di quello del pesce.
Affettare la cipolla finemente e cuocerla in un po’ d’olio finché non è ben appassita, insieme ad una foglia di alloro se vi piace e al sale. 
Aggiungere l’aceto bianco , lo zucchero e continuare a cuocere fino a consumare liquido.
Dosare bene l’aceto e lasciarlo sfumare fino al punto giusto.
Il sapore del saor in realtà è dato dal grado di acidità della cipolla. 
Regolarsi secondo i propri gusti per avere un saor più o meno forte. 
Aggiungere per ultimo l’uvetta lasciata ammollare in acqua e poi asciugata, ed i pinoli (ma non sono obbligatori) appena tostati o al naturale . 
In una pirofila adagiate le sarde fritte e copritele con uno strato di cipolla, procedere così alternando gli ingredienti e terminando con la cipolla. 
Tenere in frigo almeno un giorno, ma è più buono dopo anche due giorni.
Servire a temperatura ambiente, come antipasto o anche come secondo piatto.

Oggi non solo le sarde vengono “conservate” con questo antico metodo di conservazione dei pescatori, anche la zucca, le zucchine, e persino il pollo.

ingredienti

 500 grammi di zucca
4 grandi cipolle bianche
aceto di vino bianco (secondo i propri gusti)
una manciata scarsa di pinoli
uvetta sultanina
olio extra vergine di oliva qb
1 foglia alloro
sale

preparazione

Come proporzione indicativamente tenete presente che il peso della cipolla dovrebbe essere più o meno la metà di quello della verdura.
Fate ammorbidire in acqua tiepida l’uvetta sultanina.
Preparate la zucca e tagliatela a fettine spesse circa 1,5 cm.
Scaldate un po’ d’olio in una pentola anti aderente.
Adagiate le fettine di zucca e fatele ammorbidire rigirandole da entrambi i lati senza farle scurire, tenendole coperte; quando sono pronte, mettetele da parte.
Intanto affettare la cipolla finemente e cuocetela in un po’ d’olio finché non è appassita, insieme ad una foglia di alloro se vi piace e al sale.
Aggiungete l’aceto bianco e continuate a cuocere fino a consumare il liquido.

Dosate bene l’aceto e lasciatelo sfumare fino al punto giusto.
Il sapore del saor in realtà è dato dal grado di acidità della cipolla.
Regolatevi secondo i propri gusti per avere un saor più o meno forte.
Aggiungete per ultimo l’uvetta lasciata ammollare in acqua e poi asciugata,ed i pinoli (ma non sono obbligatori) appena tostati o al naturale.
In una pirofila adagiate la zucca, copritela con uno strato di cipolla, e procedere così alternando gli ingredienti e terminando con la cipolla.
Tenete in frigo almeno un giorno, ma è più buono dopo anche due giorni.

Servite a temperatura ambiente, come antipasto o anche come secondo piatto.

 

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OGGI E’ LA GIORNATA DELLE CAROTE – CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO

 

Oggi nel Calendario del Cibo Italiano  si festeggia la carota.
Nelle mie tre proposte la voglio “ricordare” non come il solito ortaggio usato per dare un po’ di colore alle insalatone, come ingrediente nel ragù insieme a sedano e cipolla.
Voglio esaltare la bontà e le proprietà della carota ….non vi resta che andare a leggere qui e magari provare una di queste ricette.

 

LE CAMILLE – TORTA DI CAROTE

VELLUTATA DI CAROTE E ARANCIA

 

TORTA RUSTICA CON CAROTE E ZUCCHINE