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antipasti/ contorni/ piatti unici/ secondi di uova

SALADE ARGENTEUIL

 

Veramente questo mese è creato “su misura per me”…
Quante volte i miei pranzi/cene si trasformano nelle solite insalatone
Bene nel mese di maggio per “il club del 27” veramente ce n’è per tutti i gusti.


E dopo aver letto e riletto tutte le ricette, visto che siamo in terra di asparagi, la mia scelta è la Salade Argenteuil.
Il nome Argenteuil mi ha incuriosito e ho scoperto che non è solo il nome di questa gustosa insalata ma:

  • Argenteuil è un comune francese  situato nel dipartimento della Val-d’Oise nella regione dell’Île-de-France, il più popolato del dipartimento.
  • Argenteuil è un dipinto del pittore francese Édouard Manet, realizzato nel 1874 e conservato al Musée des Beaux-Arts di Tournai.
  • Regate ad Argenteuil è un dipinto a olio su tela (48×75 cm) realizzato nel 1872 dal pittore francese Claude Monet. È conservato nel Musée d’Orsay di Parigi, che ne è in possesso dal 1986.
    Nel 1871 Monet si trasferì ad Argenteuil, dove si ritrovò insieme ad altri impressionisti: Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Camille Pissarro. Monet elimina il colore nero,(tipico del suo stile) dalla propria tavolozza e restituisce una luminosa visione delle barche sulla Senna mediante tratti orizzontali di colore. Nell’acqua si riflettono, vibranti, le forme delle vele, della riva verdeggiante e delle case, con grande immediatezza visiva.
  • E’ la qualità di un asparago.
    L’asparago di Argenteuil è bianco con le punte colorate di una tonalità che dal rosa può raggiungere il porpora; ha un sapore profumato, lievemente amaro.
    Il suo gambo è consistente ma tenero e ha un sapore molto fine.
    Solo intorno al 1775 l’asparago bianco soppiantò quello verde, che cresceva all’aria aperta.
    Creato verso il 1830 da Louis Lhérault, l’asparago di Argenteuil (varietà di asparago tardivo migliorata) nel corso del XIX secolo si è diffuso in tutto il mondo. Questa nuova varietà si caratterizza per precocità, grandezza, resa, tenerezza (purché venga pelato) e colore, che tende maggiormente al bianco.
    La fioritura infatti è impedita dal fatto di crescere quasi interamente sotto terra.
    Lungo fino a 25 cm, e con un diametro tra i 3 e i 6 cm, l’asparago di Argenteuil era molto apprezzato dai buongustai parigini, che ne apprezzavano la carnosità. Fu così che questo ortaggio conobbe un grande successo: nel 1867 se ne raccolsero 400.000, oltre un milione nel 1900.
    Ottenne medaglie e premi alle esposizioni universali, in particolare durante l’Esposizione universale tenutasi a Parigi nel 1878. Soprannominato la “Belle d’Argenteuil”, figurò persino nel menù dei passeggeri della prima classe del Titanic.
    Il 14 aprile 1912, pochi giorni prima del naufragio, venne servita insalata fredda di asparagi conditi con aceto.
    L’asparago viola, come la “Belle d’Argenteuil”, si semina in maniera particolare: a differenza di quello verde, queste due specie sono continuamente ricoperte così da impedirne la fioritura e garantirne la tenerezza.
    Questo asparago si raccoglie con una sgorbia (lo stesso utensile usato per le insalate), con cui si recide l’ortaggio sotto terra, mentre la parte verde, semplicemente, si taglia con delle forbici.
    Poiché l’asparago è un ortaggio che cresce di notte, per preservarne la freschezza bisogna raccoglierlo di prima mattina.
    La stagione dura al massimo 3 mesi, a grandi linee dal 15 marzo al 15 giugno.
    Gli asparagi erano un piatto particolarmente apprezzato da Luigi XIV – che era solito consumarli in striscioline nell’uovo alla coque – ed era facile trovarli sulla tavola di Versailles, soprattutto d’inverno.
    Per questo motivo, La Quintinie, il giardiniere capo del sovrano, fu costretto a creare una coltivazione in serra e sotto uno “strato caldo” ottenuto col letame.
    Fin dall’Antichità, Argenteuil era una terra di vigne.
    Esse conobbero una grande espansione nel XII secolo grazie ai monaci dell’abbazia di Notre-Dame.
    Se la vigna ha rappresentato la ricchezza della città per molto tempo – nel XVIII secolo i vigneti si estendevano ancora per più di 3.000 ettari – in seguito allo sviluppo della ferrovia nella zona arrivarono vini di migliori qualità.
    Inoltre, malattie, in particolare la filossera, e le mobilitazioni della Prima guerra mondiale finirono per diminuire il numero delle vigne.
    Fu così che alcuni contadini d’Argenteuil i cui vigneti erano stati decimati ristabilirono le loro fortune cominciando a coltivare asparagi.
    Nel corso degli anni sono state elaborate alcune semplici ricette in grado di valorizzare la delicatezza di questo ortaggio: in particolare le uova strapazzate d’Argenteuil, o ancora la minestra di verdura d’Argenteuil preparata con i resti delle punte usate per preparare altri piatti.
    Per tutto il XIX e il XX secolo l’asparago ha rappresentato uno dei piatti principali dei menù di ricevimento della borghesia; non a caso, costruttori di porcellane e ceramisti dell’epoca fabbricarono servizi interamente dedicati a questo ortaggio, proprio nel periodo in cui la Francia era il primo paese produttore di asparagi d’Europa.
    Nel corso del Novecento però, in seguito alla comparsa di alcune malattie e, soprattutto, all’estensione delle attivià industriali, la coltivazione di asparagi a poco a poco è venuta meno.
    Oggi la varietà di Argenteuil è stata “contaminata” dall’incrocio con altre varietà; per questo motivo, spesso i grossi asparagi violetti chiamati d’Argenteuil non appartengono a questa varietà, ma sono semplicemente degli ibridi.
    La coltivazione degli asparagi è molto impegnativa: dalla prima semina al primo raccolto passano 5 anni; nel corso della produzione, che dura 10 anni, è possibile raccogliere fino a 3,5 tonnellate di asparagi per ettaro.
    Ortaggio tipico dell’Île-de-France, cresce soprattutto nelle terre sabbiose dell’ansa della Senna (Argenteul, Corbeil).
    I contadini che coltivano la varietà di Argenteuil non sono numerosi.
    Uno di loro, Laurent Berrurier, afferma di coltivarne circa una tonnellata all’anno.
    (per l’asparago da : https://www.fondazioneslowfood.com/it/arca-del-gusto-slow-food/asparago-di-argenteuil/)
    (per tutte le altre info da wikipedia)

Salade Argenteuil
Di Milena Scalambra per il TDM della sfida 31
http://www.mtchallenge.it/2013/06/27/mtc-n-31-la-belle-epoque-delle-insalate-2/

ingredienti
4 piccole patate
500 grammi di asparagi bianchi (verdi nel mio caso)
4 foglie di lattuga
6 rametti di dragoncello (sostituibili con 2 rametti di timo e 1/2 cucchiaio di maggiorana secca)
1 limone
2 uova
10 cl di vino bianco secco
3 cucchiai di olio di oliva
sale
pepe macinato fresco

preparazione

Lavare bene le patate.
Mettetele in una pentola e copritele di acqua fredda, aggiungete del sale.

Mettete sul fuoco e portate ad ebollizione.
Lasciate cuocere da 20 a 25 minuti.

Nel frattempo dedicatevi alle uova: mettetele in un pentolino con dell’acqua fredda, portatele a ebollizione e fate cuocere 10 minuti.
Fate raffreddare e sbucciate le uova.
Spremete il limone.
Tagliate in 4 spicchi le uova, condite con 1 cucchiaio di olio e qualche goccia di succo di limone.
Tenete da parte.

Pulite gli asparagi, eliminando la terra, raschiateli leggermente per eliminare la parte più dura, lavarli.
Tagliate i gambi a pezzi di 3 cm, lasciando le punte intere.
Portate ad ebollizione una pentola di acqua leggermente salata.
Fate cuocere i gambi per circa 5 minuti, aggiungete le punte e fate cuocere ancora 5 minuti.
Scolateli delicatamente e separare punte e gambi.
Pelate le patate e tagliatele a rondelle.
Conditele, ancora calde, con il vino bianco secco, 2 cucchiai di olio d’oliva e il succo di limone restante.

Lavate ed asciugate le foglie di lattuga, sistematele sul fondo di un’insalatiera.
Mescolate patate e gambi degli asparagi.
Lavate, asciugate e tritate finemente il dragoncello, aggiungetelo a patate e asparagi.
Versate al centro dell’insalatiera.
Aggiungete gli spicchi d’uovo, unite le punte di asparagi e servite.

colazione & merenda/ dolci

BRIOCHES CREMONESI – RICETTA DI P. GIORILLI

La sofficità mi fa ritornare alla memoria le Cremonesi che comperavamo dal fornaio vicino a casa.
Spesso al mattino facevamo colazione con queste brioches appena sfornate.
Facili da fare, volendo potete cospargerle con la granella di zucchero oppure spennellarle con la miscela di acqua e zucchero quando sono ancora calde.
Volendo ,una volta intiepidite, potete spalmarle con della crema alla nocciola.
Ottime per la colazione e la merenda per la scuola.

ingredienti per circa 18 cremonesi 

500 grammi di farina forte
225 grammi di latte
10 grammi di lievito di birra fresco 
65 grammi di uova ( circa 1 uovo medio)
80 grammi di zucchero semolato
10 grammi di sale
75 grammi di burro morbido
i semi di un baccello di vaniglia 
1 tuorlo sbattuto con un paio di cucchiai di latte

 

 

ingredienti per lucidare le cremonesi

50 grammi di zucchero
50 ml di acqua

preparazione miscela per la lucidatura

Portare a bollore l’acqua e lo zucchero in un pentolino.
Fate sciogliere completamente lo zucchero, quindi fate raffreddare.

preparazione impasto delle cremonesi

Setacciate la farina e mettetela nella ciotola della planetaria, aggiungete lo zucchero, la vaniglia.
Sbriciolate il lievito e fatelo sciogliere in un paio di cucchiai di latte,presi dal totale, quindi aggiungetelo alla farina.
Iniziate ad aggiungere poco per volta il latte impastando con il gancio a bassa velocità.
Aggiungete l’uovo leggermente sbattuto.
Quando avremo ottenuto un impasto liscio, aggiungiamo  poco alla volta il burro a pezzetti e a temperatura .
Alla fine aggiungete il sale.
Fate lavorare, alla  fine dovremo avere un impasto semi lucido, liscio e morbido.

Toglietelo dalla ciotola della planetaria e adagiatelo sulla spianatoia infarinata e formate una palla che andrete a mettere in una ciotola per farla lievitare,fino al raddoppio, coperta con pellicola trasparente: io uso il sistema del forno spento con la luce accesa.
Trascorso il tempo e l’impasto sarà raddoppiato, rimettetelo sulla spianatoia, sgonfiatelo, lavoratelo per qualche minuto quindi rifate la palla e
 rimettetelo nella ciotola coperta e fate riposare in frigo per 12 ore.
Al mattino, levate la ciotola dal frigorifero, fate acclimatare l’impasto per un paio di ore, quindi ricavate 18 palline di pasta pari a 50/60 grammi l’una.
Lavorare ogni pallina ,formate dei filoncini che andrete poi ad intrecciare in  modo da formare un nodo.
Adagiate le cremonesi su una teglia ricoperta con carta forno e coperti con la pellicola, nel forno spento ma con la luce accesa,fino al raddoppio.
Nel frattempo riscaldate il forno a 180°C.
Spennellate la superficie con il latte, quindi infornate in forno statico a 180°C per circa 12/15 minuti, e comunque fino a doratura.

Sfornate,adagiateli su una griglia per farli raffreddare quindi lucidateli ancora caldi con la miscela di acqua e zucchero calda.



antipasti/ contest&co./ piatti unici/ torte salate

TARTE FLAMICHE AI PORRI PER IL CLUB 27

Nato il mese scorso il Club del 27. questo mese propone di rifare alcune ricette della sfida MTC nr. 46 dove il tema erano i timballi, le torte e le pies.
La prima cosa in automatico che ho dovuto fare è stata quella di dovermi asciugare le labbra…avevo un’acquolina pazzesca, la seconda stamparmi tutto il file e leggere attentamente la ricetta che volevo fare…le ricette volevo dire perché di fatti sono due quelle che ho scelto.

 

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Il banner creato dalla Francy Carloni, del blog Ricette e Vignette  

 #onlythebraves

ingredienti per la base per 6/8 persone
250 grammi di farina
125 grammi di burro
60 ml d’acqua fredda
1 pizzico di sale

preparazione della base

Aggiungere il burro alla farina e lavorare con le dita fino a creare un composto sabbioso poi unire il sale e l’acqua poco per volta.
Amalgamare bene fino a formare un composto liscio.
Avvolgere nella pellicola e lasciar riposare un’oretta.

ingredienti per il ripieno
60 grammi di burro
500 grammi di porri
60 grammi di crème fraiche
5 uova intere
sale
pepe

preparazione del ripieno

Pulire i porri e tagliarli a rondelle sottili.
Far scaldare il burro e mettere i porri in padella facendoli stufare a fuoco basso, evitando che si rosolino troppo ma lasciandoli asciugare bene in modo che perdano completamente l’acqua di cottura.
Salare e pepare e lasciare raffreddare.


Mescolare le uova, la crème fraiche, sale e pepe.
Stendere la pasta e foderare una tortiera imburrata e infarinata.
Bucherellare il fondo.
Disporre i porri 
raffreddati e versare il composto di uova sopra i porri.
Infornare a 180°C per circa 30 minuti.

La Tarte Flamiche
(link: http://www.mtchallenge.it/2015/03/17/mtc-n-46-miss-mtc-pie-la-tarte-flamiche/)

antipasti/ piatti unici/ secondi piatti di carne

TERRINA DI MAIALE CON PRUGNE E PERE

Mi capita spesso di dire ” c’è sempre una prima volta” e questa è stata la mia “prima volta”.
Di mangiar “terrine” mi era già capitato, ma di mettermi in cucina a prepararla ho sempre un po’ rimandato, pensando che la cosa fosse di una lunghezza infinita  .
SBA GLIA TO.
Per la testa idee su come realizzare questa terrina me ne sono venute tante, poi alla fine la scelta è caduta sul maiale con il facile abbinamento della frutta.

Ecco, non mi dilungo in chiacchiere, non sono il mio forte ma corro direttamente in cucina per  presentarvi la mia prima terrina in occasione  della 64ª sfida dell’MTChallange, grazie a Giuliana del blog La gallina Vintage che ha deciso di farci rivivere con una preparazione della “cucina degli anni 70”.

ingredienti

500 grammi di carne di maiale macinata finemente
250 grammi di pasta di salame
650 grammi di filetto di maiale
100 grammi di speck
150 grammi di lardo

1 panino raffermo
3 uova medie
1 bicchiere di latte tiepido

1 cipolla piccola
2 pere kaiser
6 prugne secche snocciolate

1 bicchierino di cognac o brandy
foglioline di timo fresco tritato

burro
olio
sale
pepe

preparazione

In una padella antiaderente scaldate 2  cucchiai di olio e fate rosolare per qualche minuto il filetto di maiale, salate e pepate , quindi levate dalla padella e fate raffreddare.
Una volta raffreddato avvolgete il filetto nelle fette di speck.
Tagliate il pane a dadini,mettetelo in una scodella e bagnatelo con il bicchiere di latte tiepido.
Sbucciate la cipolla e affettatela sottilmente ;fatela rosolare a fuoco dolce per 3-4 minuti nella padella antiaderente con l’olio, bagnatela con 3 cucchiai di acqua e lasciatela stufare fino a quando non sarà diventata morbida; spegnete e tenete da parte.

Sbucciate, dividete le pere in quarti, eliminate il torsolo e tagliatele a cubetti; fatele cuocere per circa 20 minuti nella padella antiaderente con il burro,salate e pepate, devono diventare morbide.
Mezza pera tenetela da parte, dovrete tagliarla a fette sottili, rosolarle nel burro,salare e pepare
Frullate con il frullatore ad immersione le cipolle e le pere.
In una ciotola mettete la carne di maiale tritata, la pasta di salame,le prugne tagliate a pezzetti,il frullato di pere e cipolla, il pane ammorbidito nel latte e strizzato,le uova, il timo, il bicchierino di cognac ed infine regolate di sale e pepe.
Mescolate per bene.

Prendete uno stampo rettangolare da plumcake da cm 26 ed imburratelo per bene, rivestitelo con il lardo,versate un po’ di impasto per formate la base, adagiate il filetto di maiale e ricoprite il tutto con  il composto rimasto.
Decorate la superficie con le fettine di pera.


Fate cuocere a bagnomaria già caldo in forno a 170 gradi per 50 minuti .
Una volta cotto, prima di affettare fate riposare la terrina almeno 10 minuti, quindi servite con senape, chutney di pere e sottaceti.


ingredienti

200 grammi di pere Williams
1 limone
1 cucchiaino di aceto bianco
100 grammi di zucchero di canna grezzo
sale
un pizzico di senape in polvere

preparazione

Lavate e pelate e tagliate a cubetti le pere e mettetele in un pentolino.
Aggiungete lo zucchero, l’aceto bianco e il succo di limone, mescolate bene.
Mettete il pentolino sul fuoco basso e portate ad ebollizione,  lasciate cuocere per almeno 30 minuti.
Le pere cuocendo diventeranno morbide, aggiungete la punta di un cucchiaino da caffè di senape in polvere,mescolate con una frusta per rendere il composto omogeneo .
Mettete il chutney di pere in una ciotola e fate raffreddare.

 

Senape fatta in casa

50 grammi di senape inglese in polvere
acqua
1 cucchiaio di miele 
3 cucchiai di aceto di mele 
un pizzichi di sale

preparazione

Mettete la senape in polvere in una terrina e aggiungete l’acqua poca alla volta,mescolando con una piccola frusta fino ad ottenere la giusta consistenza .
Aggiungete il sale,l’aceto ed infine il miele.
Mescolate bene e versate in un barattolo di vetro e conservate in frigo.
Prima di consumarla attendete almeno 24 ore.

Note: il quantitativo di miele è soggettivo, potete aumentare o diminuire in base al vostro gusto.
Io ho usato l’aceto di mele, potete usare anche del buon aceto di vino bianco.

Con questa ricetta partecipo al contest di MTChallenge n. 64, “le Terrine”, proposto da Giuliana di La gallina Vintage .
Volete cimentarvi anche voi nella preparazione delle terrine e fino a questo momento non avevate mai provato pensato fosse una cosa difficilissima?
Non vi resta che andare a leggervi il post di Giuliana e tutto risulterà possibile…le terrine non hanno segreti.