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CONFETTURA DI ALBICOCCHE – METODO FERBER

…con l’arrivo della bella stagione non so perché, mi piace preparare le confetture, che poi uso sia per la colazione sia per preparare profumate crostate.  
Solitamente mi affido al libro che un tempo usava mia suocera, ma questa volta spinta dalla curiosità,  mi sono affidata al metodo di Christine Ferber che consiste nel far macerare la frutta con lo zucchero per almeno 9 – 12 ore (una notte) prima di farla cuocerla. 

Alcune cose che ho imparato facendo le confetture:

– partiamo dalla cottura: l’ideale sarebbe una pentola in rame,renderebbe la cottura perfetta e lo zucchero non si attaccherebbe sul fondo, tuttavia anche le pentole in acciaio sono ottime.
Per mescolare sono consigliati i mestoli di legno con il manico lungo.
– stabilire quanto tempo deve cuocere una confettura : non si può definirlo con esattezza,molti sono i fattori, qualità della frutta , e cioè la stessa tipologia di frutto può contenere più o meno acqua, se è più o meno matura.

– con la pratica poi si riesce a capire quando la confettura ha raggiunto la giusta consistenza; un trucchetto sempre funzionante è quello di mettere un cucchiaio di confettura in un piatto tenendolo inclinato, se corre lentamente e a fatica…ci siamo la nostra confettura è pronta


Faccio una piccolissima premessa:
– le albicocche devono essere perfettamente mature.
 
 Questa la mia proposta per la Giornata Nazionale delle confetture di frutta e non vi perdete l’interessante approfondimento sul Botulino.
ingredienti
1 kg di albicocche, mature ma ancora sode (peso pulito)
800 grammi di zucchero (semolato)
200 grammi di acqua
succo di ½ limone 
2 bacche di vaniglia (io no)
preparazione
Lavate le albicocche, asciugatele in un panno, eliminate il nocciolo e tagliatele a piccoli pezzetti, lasciando la buccia.
Mescolatele con lo zucchero, l’acqua, il succo di limone, le bacche di vaniglia incise per la lunghezza ( io non ho usato la vaniglia) e lasciatele macerare per 1 ora coperte con la pellicola.
Versate le albicocche in una casseruola e portate quasi ad ebollizione, il composto ma non bollire.
Spegnete e fate raffreddare.
Versate in una terrina, coprite con la pellicola trasparente e lasciate riposare per una notte in frigorifero.
La mattina successiva versate le albicocche in un colino foderato con una garza leggera.
Nel frattempo versate lo sciroppo raccolto in una casseruola, portatelo a ebollizione, schiumando e proseguendo la cottura fino a 105°C (a questa temperatura comincia ad addensarsi), unite allora le albicocche .
Riportate a bollore e fate cuocere a fuoco vivo per circa 5-8 minuti rimestando delicatamente e schiumando di tanto in tanto.
Eliminate la bacca di vaniglia.
Verificate la consistenza della confettura con la prova piattino quindi versatela in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati in forno a 130° per 15 minuti.

 

 

 

antipasti/ fingerfood

SPIEDINI DI MOZZARELLINE E MORE

 

“Chiaramente a lei non sarebbe mai venuto in mente che qualcuno potesse avere bisogno di silenzio.
Non credo si renda conto di come il silenzio serve a penetrare dentro di sé, di come sia necessario a chi non si interessa unicamente al mondo esterno, perché dentro Colombe c’è il caos e rumore come fuori, in strada.” (dal libro “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery)
 
Ma quanto bello è questo libro…infatti ho deciso di rileggerlo,cosa che non capita mai.
E che dire di questi spiedini?
Forse saranno la mia cena o il mio aperitivo.

ingredienti per 6 spiedini
1 cestino di more
1 confezione di mozzarelline
acqua
aceto bianco
foglie di basilico fresco
stecchi di legno per spiedini

preparazione

Sciacquare velocemente le more con acqua e aceto bianco, quindi asciugatele delicatamente.
Formate gli spiedini alternando 3 more,3 mozzarelline e le foglie di basilico fresco.

colazione & merenda/ contest&co./ crostate & torte/ dolci

TART CON PESCHE ARROSTITE E TIMO

Dopo  mesi, son ritornata a partecipare alla Re cake di giugno con questa bellissima Tart dal profumo estivo.
Rispetto alla ricetta originale, vista l’abbondanza, ho sostituito le fragole con le pesche.

ingredienti per la brisée (ricetta di Michel Roux)
250 grammi di farina 00
125 grammi di burro a pezzetti, leggermente ammorbidito
1 uovo a temperatura ambiente
1 cucchiaino di zucchero
semi di vaniglia
1/2 cucchiaino di sale
40 ml di acqua fredda

ingredienti per il ripieno
500 grammi di pesche
1 cucchiaio di amido di mais
1 cucchiaio di zucchero Muscovado
succo di mezzo limone
1/4 di cucchiaino di timo fresco + altro per guarnire

ingredienti per lo sciroppo alle pesche
250 grammi di pesche tagliate a pezzi
50 ml di sciroppo d’acero
2-4 cucchiai di zucchero muscovado

Stampo a cerniera da 24 cm.

 

preparazione della base

Disponete la farina sul piano di lavoro e formate la fontana.
Al centro mettete il burro, l’uovo, lo zucchero, i semi di vaniglia e il sale.
Iniziate a lavorare gli ingredienti con le mani.
Incorporate pian piano la farina, fino a ottenere una consistenza granulosa.
Aggiungete quindi l’acqua fino a che l’impasto non si compatta.
Lavorate la pasta per un paio di minuti, formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigo per una ventina di minuti.

Riprendete la pasta, mettetela su un piano infarinato e stendetela fino a formare un disco di 30 cm di diametro dallo spessore di 3 mm.
Disponete il disco di pasta in uno stampo con fondo amovibile da 24 cm.
Pressate bene i bordi ed eliminate la pasta in eccesso.
Fate riposare in frigo per 20 minuti.

preparazione del ripieno

Tagliate le pesche a fettine e riunitele in una ciotola.
Irrorate con il succo del limone e mettete da parte.
In una ciotola mescolate l’amido di mais e lo zucchero e unitene una metà alle pesche.

Preriscaldate il forno a 200 gradi.
Trascorso il tempo di riposo riprendete la pasta, bucherellate il fondo e cuocete la base in bianco per 10-12 minuti o finché non è leggermente dorata (per la cottura in bianco ricordate di mettere sulla base un foglio di cartaforno con sopra dei pesi, tipo legumi secchi o riso).
Sfornate, eliminate la cartaforno e spolverizzate la superficie della pasta con la metà del mix di amido e zucchero e tutto il timo.
Disponete le pesche sulla base e cuocete per 15 minuti o finché la pasta non è croccante e dorata.

Sfornate e fate raffreddare.

preparazione dello sciroppo

In una casseruola unite le pesche tagliate e lo sciroppo d’acero e portate a leggera ebollizione, mescolando continuamente.
Non appena le pesche inizieranno a rilasciare acqua, aggiungete lo zucchero un cucchiaio alla volta, finché lo sciroppo non si addensa.
A seconda di quanto sono mature le pesche potrebbe non servirvi tutto lo zucchero.
Una volta che lo sciroppo si sarà addensato, frullate il tutto con l’aiuto di un minipimer.
Versate lo sciroppo sulla tart finché non avrà coperto uniformemente tutte le pesche.
Fate raffreddare, quindi decorate con altro timo.

 

Se vuoi sapere in che cosa consiste e vuoi giocare con noi clicca qui

colazione & merenda/ dolci/ Natale

MENDIANTS

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Dopo un week end di totale relax passato in montagna si ritorna alla quotidianità…perché domani si riparte.
Il mio secondo volo in aereo da sola, sinceramente non nascondo di avere un po’ di timore, soprattutto al momento di uscire da quel mega aeroporto…va be’ le indicazioni me le hanno date, ora spetta a me metterle in pratica.
Sono ritornata dalla montagna con in mente di fare questi cioccolatini dopo che li ho visti in pasticceria .
La tentazione di comperarli è stata grande, soprattutto per la mia golosità…ma sono stata brava ho pazientato.
Comunque non appena siamo ritornati a “casa casa”, non ho esitato a prepararli subito…si perché sono veloci veloci.
Questi cioccolatini sono di origine francese, una bella idea per un regalino “fai da te” per le prossime feste natalizie,confezionandoli in piccoli sacchettini da decorare con nastri colorati.

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Il nome significa “mendicanti”, un tempo venivano realizzati solo con il cioccolato fondente, oggi per accontentare tutti i gusti li si può fare sia con il cioccolato al latte o con il cioccolato bianco e decorarli a piacere con uvetta,noci,nocciole, fichi secchi ,noci, pinoli e mandorle in modo che i colori di questi elementi rispecchiasse i quattro ordini monastici mendicanti, ovvero Domenicani, Agostiniani, Francescani e Carmelitani.
Curiosità:secondo una legenda si abbina il colore di ogni tipo di frutta secca al colore di tonaca dei quattro ordini monastici francesi: l’uvetta agli Agostiniani, i fichi ai Carmelitani, le mandorle ai Domenicani ed infine le nocciole ai Francescani.
Nulla però ci impedisce di usare altra frutta secca a nostro piacimento.
Dopo aver preparato la frutta secca che più ci piace si deve procedere al  temperaggio del cioccolato.
Non fatevi prendere dall’ansia…non pensate che sia solo un operazione  per esperti di pasticceria.
Basta un termometro ed  è più semplice a farsi che a spiegare.
Io ho optato per il temperaggio per inseminazione, quello a parer mio più semplice.

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ingredienti

250 grammi di cioccolato fondente di ottima qualità
frutta secca a piacere:
uvetta
pinoli
mandorle
nocciole
fichi secchi

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preparazione


Fate sciogliere a bagnomaria 3/4 del peso del cioccolato tritato grossolanamente fino a quando non raggiunge la temperatura di 48 – 50°C.
Levate la bacinella dal fuoco e aggiungete il rimanente cioccolato tritato e mescolate fino a quando si sarà sciolto completamente.
E’ fondamentale mescolare durante questo passaggio per favorire la dispersione di calore in maniera omogenea, arrivando alla temperatura di 30-32° .
Ora il cioccolato è pronto: questo metodo di temperaggio veloce si chiama per inseminazione.

Per la preparazione dei mediants potete procedere così:
* utilizzare un  foglio di carta forno.
Versate un cucchiaio di cioccolato sul foglio di carta fino a quando si formerà un disco, quindi cospargete di frutta secca e fate indurire.
* stampo per tortine in silicone
Versare un cucchiaio di cioccolato in ogni incavo, sbattete leggermente lo stampo sul piano del tavolo per livellare il cioccolato, quindi decorate con la frutta secca e fate indurire.