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POLENTA CONCIA

Nell’epoca romana la polenta era chiamata con un nome molto simile al nostro, “pultem”, preparata con un cereale simile al grano, il farro , che veniva macinato e cotto.
Solo dopo che Cristoforo Colombo, sbarcato a Hispaniola (l’attuale Repubblica Dominicana e Haiti) ebbe trovato quei grani d’oro, che chiama, come aveva udito gli indigeni Tainos chiamarli, MAHIZ , solo allora si comincerà a parlare di “mais”.

Il mais fu introdotto così in Europa e attorno al 1525 già veniva coltivato in Spagna ed in Portogallo. In America,nelle zone centrali quali Messico, Guatemala, Honduras, i Maya ,  coltivavano il mais già da tremila anni :al mais essi dedicarono il culto del dio Xilotl, una delle loro principali divinità.

In Italia il “frumento a granelle grosse e gialle”, così veniva chiamato ebbe la sua maggiore fortuna nel Veneto e nel vicino Friuli.
Fu Venezia a introdurlo nelle paludi del Polesine e nel Friuli, la prima seminagione è datata 1554, “Made in Veneto”. 

ingredienti
400 grammi di farina di mais Bramata
1 e 1/2 di acqua
sale grosso q.b.
300 grammi di formaggio Gorgonzola
300 grammi di formaggio Asiago dolce
200 grammi di Speck

preparazione

Portate a bollore in una pentola l’acqua salata.
Abbassate la fiamma e versate la polenta a pioggia,mescolando con un cucchiaio di legno,per evitare la formazione dei grumi.
Fate cuocere a fuoco medio per almeno 40 minuti, rigirando spesso.
Nel frattempo tagliate a pezzetti il gorgonzola, il formaggio Asiago tagliato a cubetti e lo speck a striscioline.
Un paio di minuti prima della fine della cottura, aggiungete il gorgonzola, il formaggio Asiago, lo Speck , mescolate e lasciate sciogliere per bene.
Servire la polenta concia calda.

 

il mio contributo per il Calendario del cibo italiano

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STORIE DI FORMAGGI,BIODIVERSITA’ E UN GRUPPO DI BLOGGER

Bellissimo pomeriggio ieri 28 settembre.
Ritrovo alle 13.50, davanti ai cancelli del Caseificio Tomasoni di Breda di Piave,dove nel lontano 1955  Primo Tomasoni, casaro di origini bresciane, rilevò un’antica fattoria nella campagna trevigiana e creò la prima sede del caseificio.
Iniziò producendo formaggi freschi e stracchino, che rivendeva di sera, quando in sella alla sua lambretta, li consegnava a negozi e grossisti della zona.
Oggi al Caseificio Tomasoni lavorano più di 50 dipendenti, che quotidianamente  trasformano circa 400 quintali di latte ,vaccino,di capra e di bufala, proveniente da una trentina di stalle trevigiane, selezionate in un raggio di circa 30-40 km.
La filiera è meticolosa partendo dalla selezione degli allevamenti,al controllo periodico dello stato di salute e la corretta alimentazione del bestiame,per arrivare al confezionamento a mano dei  formaggi , uno ad uno, nel rispetto del protocollo igienico-sanitario per garantire la freschezza e la bontà sulla tavola del consumatore finale. 
Sono circa 40 i tipi di formaggi prodotti dal Caseificio Tomasoni e  tra questi anche alcuni formaggi Dop.

Potevamo non essere puntuali ?
Il gruppo formato da ben 12  11 food blogger tutte automunite di macchina fotografica e telefonini di ultimissima generazione, a parte il mio, …ma non solo.

Eravamo tutte biciclettamunite.
Vi chiederete… automunite di reflex, tutte a cavallo della propria bicicletta, ma il perché?
Grazie a Serena Comunicazione di Treviso e al Caseificio Tomasoni  che hanno organizzato un “pic-nic contest”  tra amiche per scoprire la ricchezza del territorio del Piave e le eccellenze della produzione casearia del trevigiano.
Ognuna di noi doveva preparare una ricetta adatta a una colazione sull’erba, facilmente trasportabile utilizzando i formaggi del Caseificio Tomasoni.

Delle blogger automunite di reflex,tutte a cavallo della propria con un carico eccezionale di bontà…ma dove stavano andando?

Mulino della Locanda Rosa Rosae

Eccoci, dopo quasi 4 km di pedalata arriviamo alla Locanda Rosa Rosae, un antico mulino risalente alla metà dell’ XVI secolo,immerso nel verde, ora ristrutturato, che ha mantenuto  intatta l’armonia e l’originalità del passato.
Una location romantica tra mattoni a vista, pavimenti e travi originali,tavoli a volontà da far morire di invidia qualsiasi foodblogger.

Qui ad aspettarci assieme a Eva Tomasoni  c’era  il Prof. Mario Innocente, delegato Onaf di Treviso, che ci ha guidato nella degustazione della Crema del Piave, dello Stracchino con latte di bufala, la Casatella Trevigiana D.O.P., la  Robiola, la Caciotta di capra e per chiudere il Formaggio San Saverio Bio, un formaggio a pasta dura stagionato 5 mesi.
Mentre Eva Tomasoni, nipote del fondatore,ha spiegato la storia dei formaggi del Piave, la storia del caseificio Tomasoni, la passione nel trasformare il latte in oltre 40 tipi di formaggi tra cui tra cui il famoso Crema del Piave,ingrediente della mia ricetta e la fantastica Casatella Trevigiana Dop, formaggio della tradizione veneta che ha ottenuto la Dop nel 2008.


il Prof. Mario Innocente delegato Onaf e la Sig.ra Paola Tomasoni

il Prof. Mario Innocente delegato Onaf e la Sig.ra Eva Tomasoni


Terminata la degustazione guidata, è arrivato il nostro momento.
Ogni blogger con il proprio cestino ha gareggiato con una ricetta originale preparata con i formaggi Tomasoni.
Vincitrice del  picnic contest 2017  è Daniela Boscariolo, del blog Timo e Lenticchie, che ha sfornato una torta salata con pasta brisèe di farina di grano Timilia con funghi finferle, zucca e formaggi.


Per chiudere un bellissimo pomeriggio all’aria aperta non poteva mancare una passeggiata con Prof. Silvano Rodato, docente universitario di alimentazione e territorio.

Una passeggiata alla scoperta delle erbe spontanee, per capire come riconoscerle, il loro territorio ed infine il loro utilizzo in cucina e non solo.
Ognuna di noi ha preparato il proprio erbario, con la classificazione delle piante.

Ringraziamenti

Un grazie alla famiglia Tomasoni per aver organizzato assieme a Serena Comunicazione queste pomeriggio tra amiche.
Al Prof. Mario Innocente,delegato  Onaf Treviso, per averci guidato nella degustazione dei prodotti caseari.
Al Prof. Silvano Rodato per la raccolta delle erbe spontanee e il loro utilizzo in cucina, con la realizzazione dell’ erbario.
Un grazie a tutte le amiche per aver trascorso un pomeriggio degustando ogni ben di Dio.

 

TORTA ALLE VERDURE E STRACCHINO
ingredienti per 8 persone

600 grammi di catalogna
300 grammi di farina 00
160 grammi di burro
150 grammi di stracchino “Crema del Piave” Tomasoni
3 uova medie
95 ml di acqua tiepida
grana grattugiato
sale
pepe

preparazione

Sciogliete il sale in 15 ml di acqua tiepida.
Lavorate la farina con 130 grammi di burro, poi aggiungete 80 ml di acqua tiepida e la rimanente acqua con il sale.
Lavorate fino ad avere un impasto liscio e omogeneo; fate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela riposare in frigorifero per circa 60 minuti.
Nel frattempo preparate la catalogna, eliminando la parte più dura dei gambi,tagliatela a pezzetti,quindi scottatela in acqua bollente,salata,per 5 minuti.
Scolatela e saltatela in una padella antiaderente con una noce di burro per qualche minuto a fuoco vivo,poi cospargete la catalogna con il grana grattugiato.
In una ciotola sbattete le uova.

Stendete la pasta brisée e foderate lo stampo, precedentemente imburrato e rivestito con la carta forno.
Distribuite sulla base della pasta un po’ di verdura cotta,metà delle uova sbattute,lo stracchino a pezzetti, ancora una parte di verdura, fino a completare con le uova sbattute.
Infornate in forno già caldo a 190°C. per 50 minuti.
Sfornate e fate riposare per almeno 10 minuti prima di servire.

 

 

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POLPETTINE DI RICOTTA E PROSCIUTTO

Vi trovate dei prodotti caseari freschissimi …
Dovete organizzare un picnic contest2017 sull’erba in una location a dir poco favolosa …
E da quel momento inizi sono ad avere l’imbarazzo della scelta.

POLPETTINE DI RICOTTA

ingredienti per circa 20 polpettine

100 grammi di prosciutto cotto tagliato a cubetti
200 grammi di ricotta Soffio di latteCaseificio Tomasoni
80 grammi di formaggio San SaverioCaseificio Tomasoni
pane grattugiato
sale
pepe

preparazione

Mettete la ricotta in una ciotola.
Grattuggiate a julienne il formaggio San Saverio e mettetelo nella ciotola con la ricotta, aggiungete il prosciutto cotto.
Salate e pepate, amalgamate tutti gli ingredienti aggiungendo anche un paio di cucchiai di pangrattato per rendere il composto più compatto.
Tostate nella placca del forno i semi di sesamo per un paio di minuti.
Con il composto di ricotta e prosciutto fate della polpettine grandi quanto una noce; rotolate le polpettine nei semi di sesamo.

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FOCACCIA CON FORMAGGIO

Nell’attesa di sfogliare il libro di Valentina del blog Non di solo pane arrivo in punta di piedi con la mia versione .
L’ ho chiamata “focaccia con formaggio” per rispetto della vera Focaccia con il formaggio di Recco…

Si narra che questo prodotto esisteva già all’epoca della terza crociata.
“Era la Pentecoste di rose dell’anno 1189… la cappella dell’Abbazia di San Fruttuoso accoglieva i crociati liguri per un solenne Te Deum prima della partenza della flotta per la Terra Santa…
Sulle bianche tovaglie di lino ricamate facevano bella vista i piatti di peltro e di rame, zuppiere di ceramica e di coccio colme di ogni bendiio: pagnotte di farro ed orzo impastate con miele, fichi secchi e zibibbo, carpione di pesce, agliata, olive e una focaccia di semola e di giuncata appena rappresa (la focaccia col formaggio)…”.
In tempi lontanissimi la popolazione recchese si rifugiava nell’immediato entroterra per sfuggire alle incursioni dei saraceni.

Si narra che grazie alla possibilità di disporre di olio, formaggetta e farina, cuocendo la pasta ripiena di formaggio su una pietra d’ardesia coperta, venne “inventato” quel prodotto gastronomico che oggi conosciamo come “Focaccia di Recco col Formaggio”.
Sul finire del 1800, quando Recco contava circa 3.000 abitanti, ritroviamo la “Focaccia di Recco col Formaggio” nei cinque forni cittadini che campavano alla meglio vendendo esclusivamente le focacce liguri, uno di essi esiste ancor oggi (forno Moltedo).
Alla fine dell’800 aprono a Recco le prime trattorie con cucina, ed a quei tempi la “Focaccia col Formaggio” veniva proposta unicamente nel periodo di celebrazione dei morti.

(dal sito http://focacciadirecco.it/index.php/la-focaccia/un-prodotto-unico.html)

ingredienti

300 grammi di farina Manitoba
175 grammi di acqua
30 grammi di olio extravergine d’oliva
6 grammi di sale
350 grammi di Casatella trevigiana

 

 

preparazione

Mettete nella ciotola della planetaria la farina, l’acqua, l’ olio e il sale e lavorate fino ad ottenere un impasto morbido e liscio.
Togliete l’impasto dalla ciotola e dividetelo in due pezzi : 300 grammi di impasto per la sfoglia sotto , 150 grammi per la sfoglia sopra .
Fate riposare l’impasto leggermente unto con olio di oliva su un piatto piano e coperto con la pellicola trasparente per almeno 30 minuti a temperatura ambiente.
Riprendete l’impasto, lavorando per prima la parte più grande, stendendola inizialmente con il mattarello, poi usando le mani allargando la pasta con un movimento rotatorio,fino ad uno spessore inferiore al millimetro, stando molto attenti a non fare buchi.
Mettete la sfoglia sulla placca del forno ricoperta con carta e unta di olio .
Distribuite la casatella in piccoli pezzi grandi quanto una noce in modo da coprire in maniera omogenea tutta la superficie.                            

Stendete la seconda pallina di impasto, fino a renderla sottile, quasi trasparente e metteta sopra allo stracchino tirandola bene e facendola aderire ai bordi della teglia .

Premete con le dita in modo da sigillare tra loro le due sfoglie.

Fate riposare 10 minuti prima di rifilare l’eccesso di pasta, in modo tale che la pasta non si ritiri.
Strappate con le mani e in più punti la sfoglia superiore, formando dei buchi.
Cospargete con un filo di olio extravergine e con una spolverata di sale.
Cuocete in forno caldo a 220° C. fino a quando la superficie non prende un colore dorato, con bolle o striature marroni nella parte superiore.
Il forno dovrebbe essere regolato in modo che la parte inferiore sia più calda della superiore.